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VIDEOTERMINALE: RISCHIO DA UTILIZZO IN AMBIENTE LAVORATIVO
Che cos’è un videoterminale?
Per videoterminale si intende qualsiasi schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal procedimento di visualizzazione utilizzato.
Chi è considerato videoterminalista?
Il videoterminalista è colui che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali.
Cosa si intende per posto di lavoro al videoterminale?
La postazione di lavoro al videoterminale è l’insieme delle attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo–macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unita a dischi, il telefono, il modem, le stampanti, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro circostante.
La valutazione del rischio videoterminale
Durante la valutazione dei rischi, il Datore di Lavoro deve tenere conto, tra gli altri, anche del rischio da postazione di lavoro. In particolare deve prestare attenzione ai problemi legati alla vista, alla postura, all’affaticamento mentale e fisico, alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
Il datore di lavoro adotta le misure appropriate ai rischi valutati e organizza il posto di lavoro in base ai requisiti minimi elencati all’allegato XXXIV del D.lgs. 81/08.
Quali sono i requisiti minimi legati all’utilizzo del videoterminale?
I requisiti minimi si differenziano in tre “sottocategorie”, quelli legati alle attrezzature, quelli relativi all’ambiente di lavoro e quelli che riguardano l’interfaccia elaboratore-uomo.
I requisiti minimi delle attrezzature di lavoro al videoterminale
Bisogna innanzitutto premettere che le attrezzature, in generale, non devono essere fonte di rischio per i lavoratori. In particolare vediamole una per una:
Schermo: la risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara e una grandezza sufficiente dei caratteri. Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm, orientabile ed inclinabile. Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi.
Tastiera e dispositivi di puntamento: la tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile, deve esserci spazio sul piano di lavoro tale da consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione. Il mouse deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato al suo uso.
Piano di lavoro: il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, deve essere stabile, di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. L’altezza del piano di lavoro deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm, in modo da permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori e l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti. La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare un’adeguata distanza visiva dallo schermo.
Sedile di lavoro: il sedile di lavoro deve essere stabile, dotato di un meccanismo girevole e con altezza regolabile; lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente. Il lavoratore può chiedere l’utilizzo del poggiapiedi.
Computer portatili: l’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo.
I requisiti minimi dell’ambiente di lavoro al videoterminale
Per quanto riguarda invece l’ambiente di lavoro i fattori da tenere in considerazione sono:
Spazio: il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi.
Illuminazione: l’illuminazione deve garantire un illuminamento sufficiente, bisogna evitare riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore. Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Rumore: il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l’attenzione e la comunicazione verbale.
Radiazioni: tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili.
Parametri micro-climatici: le condizioni micro-climatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.
I requisiti minimi dell’interfaccia elaboratore – uomo
L’unico requisito richiesto dalla normativa per quanto riguarda l’interfaccia operatore-uomo è quello che il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere. Di facile uso e adatto al livello di conoscenza e di esperienza dell’utilizzatore.
Videoterminale e pause lavorative
Un lavoratore preposto all’utilizzo del videoterminale ha diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo del videoterminale. La pausa è da considerarsi come cambio dell’attività lavorativa (es. fotocopie, archiviazione documentale, ecc.)
La sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti
I lavoratori inquadrati come videoterminalisti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria con particolare riferimento ai rischi per la vista e per l’apparato muscolo-scheletrico. La periodicitàminima delle visite è:
Quinquennale
Biennale per i lavoratori che hanno idoneità con prescrizioni (o limitazioni) o hanno più di 50 anni